LA Xa MAS e ISRAELE
Di Dave Poz
Il 14 maggio 1948 l’Inghilterra annuncio’ al mondo che il mandato assegnatole dalla Società della Nazioni sulla Palestina era da considerarsi concluso.
Come sappiamo, ciò porto disgraziatamente alla costituzione dello stato di Israele, che fu annunciata il giorno stesso da David Ben Gurion . Fu il giorno dopo che si può datare l’inizio della prima guerra arabo-israeliana, in cui tutti i paesi arabi confinanti si schierarono contro il neonato stato ebraico.
I due schieramenti erano accomunati dalla carenza di moderni armamenti , mentre, a seconda guerra mondiale appena finita, in Europa il mercato rigurgitava di armi. Non fu quindi difficile per le parti iniziare ad approvvigionarsi di armi sia per impiego terrestre, che aeronautico, ma anche navale.
L’Italia, sottoposta dal trattato di Parigi del 1947, quale nazione sconfitta, a clausole militari molto restrittive, stava smantellando e dismettendo molte infrastrutture militari e i relativi armamenti. Apparve quindi ai contendenti come un’occasione ideale e a portata di mano per approvvigionarsi.
Agli israeliani parve soprattutto un fornitore adatto per procurarsi mezzi e know how per la loro nascente Marina, in realtà non ancora costituita. Gli uomini d’affari israeliani si dettero da fare ad ampio raggio per gli acquisti in questo settore, e un certo capitano Zeev Hajam individuo’ la Cantieri Baglietto di Varazze come fornitore di mezzi veloci di superficie. La CABI, nel corso della seconda guerra mondiale, aveva prodotto gli
MTM, motoscafi da turismo modificati, i barchini esplosivi della X MAS, imbarcazioni di legno lunghe poco più di 6 m e larghe m 1,70, in grado di raggiungere le 31 miglia di velocità con un solo uomo di equipaggio .L ‘attacco di questi mezzi alle navi nemiche si sarebbe svolto come segue: dopo aver bloccato i comandi, il pilota avrebbe lanciato il mezzo contro la nave, eiettandosi con un canottino. I 300 kg di esplosivo contenuti nella prua del motoscafo non sarebbero deflagrati subito in un impatto, ma dopo che una serie di piccole cariche poste attorno allo scafo avessero fatto staccare la sezione prodiera, che si sarebbe immersa , per dirigere sott’acqua a una profondità prestabilita, contro la carena dell’obiettivo, esplodendo grazie a un dispositivo pressostatico.
All’acquirente israeliano parvero subito i mezzi più adatti alla loro nascente arma navale e gliene furono consegnati sei.
A quel punto però si trattava di trovare chi poteva istruire all’uso !
Ed ecco presentarsi la figura di Fiorenzo Capriotti. Appartenuto alla Xa MAS, aveva pilotato un barchino simile nella sfortunata impresa del luglio 1941 a Malta. Fatto prigioniero dagli inglesi, era stato rimpatriato nel 1948, giusto in tempo per essere avvicinato da un certo comandate Calosi, da lui conosciuto negli anni bellici. Calosi era in quel momento comandante del Servizio Informazioni Segreto della Marina, e propose a Capriotti “ un certo lavoretto”. Siamo agli inizi della poi mai cessata cooperazione Italo-Israeliana, per cui la proposta venne svelata appieno dopo un certo periodo di incubazione, anche perché Capriotti non aveva fatto mistero delle sue trascorse idee di fedelta’ al regime fascista e ci si voleva accertare delle sue intenzioni. Ma, si sa, i sionisti compensavano assai profumatamente chi collaborava…e il doppio dello stipendio che percepiva in Marina fini’ per convincere Capriotti. La collaborazione con Israele per addestrarne il personale doveva durare 5 anni, durante i quali, come ebbe poi a dichiarare “…organizzai una Xa migliore di quella italiana! ”
A Capriotti furono fornite false generalità ed entro’ in Israele col nome piuttosto misterioso di Mr Katz, ebreo rumeno.
B.10 fu la designazione del primo gruppo di assalto istraeliano che addestro’, ma non fu un lavoro da poco, visto che si dovettero allestire prima i mezzi avvicinatori e che per segretezza l’istruzione ebbe luogo non in mare ma sul lago di Tiberiade. Infine, per non fare dei piloti dei barchini che si sarebbero eiettati dei sicuri kamikaze, visto che quasi certamente sarebbero caduti in mani arabe, si pensò, in azioni notturne, di dotarli di un elmetto con faro infrarosso, in modo che un motoscafo disarmato, dotato di binocoli infrarossi, sarebbe passato a recuperarli dopo l’azione.
Il 22 ottobre 1948, davanti a Gaza, ebbe luogo la prima azione di guerra, che vide come vittima dei barchini israeliani l’ammiraglia egiziana Emir El Farouk e una corvetta di scorta. L’operazione si rivelo’ un successo pieno, a Capriotti tuttavia fu negata la partecipazione.
L’eccellenza italiana nel campo dell’assalto subacqueo e con mezzi leggeri era rimasta leggendaria, e sottufficiali e ufficiali di quelle nostre specialità continuarono a ricevere profferte in modo più o meno discreto, con compensi cospicui da parte di Israele, ma anche di altre nazioni, per quanto se ne sa, anche ad anni ’80 inoltrati.
