OPERAZIONE “MIND CONTROL”
Negli anni della Guerra Fredda, diversi progetti elaborati dalla CIA avevano l’obiettivo di arrivare al controllo della mente per vari scopi, dalla rivelazione di segreti all’eliminazione.
di Roberto Roggero
La rivalità USA-URSS dalla fine della seconda guerra mondiale ai giorni nostri ha ispirato diversi film di successo, ma forse non tutti sanno che alla base delle sceneggiature di alcune pellicole, vi sono fatti realmente accaduti. Durante gli anni della Guerra Fredda la CIA ha elaborato diversi progetti che solitamente avrebbero a che fare con la fantascienza, invece, grazie ad esperti psichiatri, sono stati tramutati in realtà.
Sotto il termine di operazione “Mind Control” è infatti raccolta una serie di esperimenti segreti che avevano l’obiettivo di controllare la mente, le emozioni, le pulsioni di un individuo, per poterlo manipolare ed arrivare a precisi scopi, in pratica senza “sporcarsi le mani”.
La “psico-civilizzazione” e l’affare “MK-Ultra” sono fra questi: in un intervista rilasciata nel 1995 lo psichiatra e scrittore Walter H.Bowart rivela alcune delle caratteristiche di questo incredibile progetto.
Vi era, per esempio, l’operazione “Criptorian Candidate”, definita la storia più sorprendente dopo le vicende che hanno portato alla bomba atomica, secondo cui la CIA avrebbe compiuto diversi esperimenti per definire le possibilità dell’uso di sostanze psicotrope (“New York Times”, 16 luglio 1977). Il progetto è sviluppato per circa 30 anni e coinvolge migliaia di persone, con l’utilizzo di procedimenti ipnotici, narco-ipnosi, stimolazione elettrica del cervello, studio comportamentale degli effetti di ultrasuoni, microonde, onde sonore a bassa frequenza, terapie di modifica comportamentale. Insomma, gli scienziati e gli psichiatri della CIA hanno cercato di includere nella ricerca tutti gli aspetti modificabili del comportamento umano e della memoria.
Le tappe di questa operazione hanno una rigida divisione secondo princìpi prestabiliti, e il tutto avveniva in segretissimi ospedali militari. Ad esempio, si iniziava con la fase “Una sola mente per il paese”. Attraverso procedimenti particolari si provocava una sorta di amnesia, fin quasi alle soglie del coma, quindi il paziente era sottoposto ad un bombardamento di echi, voci amplificate e trasformate elettronicamente come se provenissero dalle profondità del subconscio, quindi si riportava il paziente alle soglie dello stato di veglia attraverso una scala graduata di molecole luminose, con gli occhi chiusi che non smettevano di roteare, dopo un primo periodo di immobilità. La mobilità degli occhi diventava poi sempre più rapida quindi, una volta raggiunto lo stato di veglia, il paziente non ricordava nulla, specialmente il perché si trovasse in un letto d’ospedale. Dall’èquipe medica a molti veniva risposto “avete tentato il suicidio, vi abbiamo fermato in tempo”.
Tutti sappiamo cosa significhi poi “lavaggio del cervello”. A partire da una accurata valutazione della confusione mentale del paziente (sarebbe più esatto definirlo “cavia”), viene istillato il principio che non esiste alcuna possibilità di controllare la mente umana, elemento che denota la più sottile e occulta forma di tirannia mentale. George E. Smith, dei Berretti Verdi, è stato prigioniero durante le prime settimane della guerra in Vietnam, nel 1963, ed è lui stesso a raccontare come in fondo non esista differenza fra i metodi usati dai Viet-Kong o dalla CIA per raggiungere scopi particolari.
E’ possibile effettuare procedimenti di ipnosi su una persona, sia essa consenziente o meno, riferisce il dr.George Estabrooks (Dipartimento di Psicologia della Colgate University), chiamato a Washington dal Dipartimento della Guerra pochi giorni dopo l’attacco giapponese a Pearl Harbor. Per la sua comptenza in materia, era incaricato di effettuare ricerche sull’ipnosi e sulle possibilità che tale arma “non-convenzionale” fosse usata dal nemico, per il fatto che nel territorio USA vi erano diverse centinaia di cittadini di origine giapponese, i quali avrebbero potuto costituire una sorta di “sesta colonna” infiltrata a vari livelli della società americana.
Nel 1951 un ufficiale della marina americana fa alcune rivelazioni su un certo “procedimento militare segreto per operazioni di intelligence”, che definisce PDH (“Pain-Drug-Hypnosis”, cura ipnotica a base di droghe), cioè una guerra con armi che potrebbero risultare più efficaci di una bomba atomica. Non è un’esagerazione, come potrebbe sembrare, poiché l’uso di questa forma di spionaggio sarebbe stato largamente diffusa, noto fra gli “addetti ai lavori” come “la guerra santa dell’acido”. La terapia PDH altro non è che una malvagia diramazione della narcosintesi, ed è stata utilizzata dagli americani fin dagli ultimi mesi dell’ultima guerra mondiale. L’ufficiale della marina americana è Ron Hubbard, meglio conosciuto come fondatore della setta pseudo-religiosa Scientology, ed egli stesso, come dimostrato in vari procedimenti legali a suo carico, non estraneo all’uso di sostanze psicoattive.
Ancora prima della guerra, Hubbard era un celebre divulgatore scientifico e scrittore, e avrebbe confessato di aver scritto un libro, intitolato “Excalibur”, a proposito degli argomenti trattati, il cui manoscritto sarebbe in seguito stato rubato, e le notizie in esso contenute sarebbero poi state pubblicate in una serie di diversi libri tempo dopo. Il libro “Excalibur” sarebbe stato il nocciolo attorno al quale si sarebbe poi sviluppata la scienza oggi chiamata “dianetica”, ovvero la possibilità di ottenere il controllo della mente, derivata dalle teorie diffuse all’interno del servizio segreto della marina, del quale Hubbard avrebbe fatto parte, e diffuse con l’obiettivo di giungere ad un impoverimento dello spirito, caratteristica diametralmente opposta ai veri scopi della conoscenza della mente stessa.
Dopo la sparizione del libro, sappiamo che lo stesso Hubbard, e la Chiesa di Scientology, sono stati perseguiti da parte del governo americano molto più di personaggi come Wilhelm Reich, ben cosciente di quanto la padronanza della mente umana possa liberare quanto schiavizzare, fermo restando il fatto che Scientology per prima ha caratteristiche ben poco edificanti.
Si arriva così alla fase detta “Guinea Pig Army” (cioè “l’esercito di maiali della Guinea). Nel giugno 1975 è stato pubblicamente rivelato che la CIA, e un ristretto numero di Agenzie governative segrete controllate, avrebbero avviato la ricerca e lo sviluppo di esperimenti finalizzati a stabilire i parametri dell’influenza di sostanze psicoattive su cittadini americani inconsci, per oltre vent’anni. I primi test sarebbero stati effettuati a Washington, da parte del National Technical Information Service e, successivamente, le ricerche di alcuni esponenti del Military Intelligence Classified Index hanno rivelato che sono in effetti esistiti progetti segreti del governo per la ricerca sulle droghe, sull’ipnosi e sulla possibilità di alterazioni comportamentali. I files contenuti negli archivi del National Technical Information Service pare contengano una lista dei contratti conclusi per operazioni del genere, classificate o meno, numerati in ordine consecutivo, in cui però non sono poche le carte “troppo segrete” mancanti, per cui vi sono dei vuoti nell’ordine numerico sopradetto. L’indice generale dell’archivio semplicemente salta oltre il vuoto, come se a tutti gli effetti non esistesse, per poi riprendere la numerazione come se nulla fosse. Altri documenti sono invece classificati e rimandano a fascicoli che, naturalmente, portano la dicitura “Top Secret”. Altri ancora sembra non siano mai esistiti, ma vi sono diversi articoli di giornali scientifici, i quali indicano con prove documentarie, che invece sono stati compilati, regolarmente registrati, e in seguito deliberatamente sottratti dal dossier di cui facevano parte e probabilmente distrutti. Pare si riferiscano al piano più specifico dei “I ragazzi di Himmler venuti dalla Guinea”, a modello del folle progetto di Himmler per creare una razza superiore tramite i centri segreti “Lebensborn”, che ricorda il celebre film di “quelli venuti dal Brasile”.
In effetti il piano è considerato un antenato del “Progetto Monarca”, così come lo stesso “Progetto Monarca” ha dato origine a quello dei giovani “Candidati della Manciuria”, ognuno con personalità multiple e addestrati a compiere diverse operazioni. Ragazzi programmati a parlare in codice cifrato, a riconoscere determinate parole, oppure a mettere in atto tecniche di omicidio rapidissimo, smontaggio e rimontaggio di vari tipi di armi, maneggiare veleni, esplosivi, parlare diverse lingue e adoperare computer, quindi programmati a dimenticare il tutto o determinate nozioni, in seguito a un semplice comando vocale. Insomma, la creazione di una generazione di giovani spie, da usare per rubare segreti militari o governativi, prestandosi eventualmente ai vizi sessuali di determinate personalità, da manovrare poi tramite il ricatto. E’ d’altra parte provato che alcuni fra i responsabili del “Progetto Monarca” sono stati membri di società segrete neonaziste o, all’estremo, sataniste.
L’altro settore di indagine sperimentale, definito “MK-Ultra”, prende spunto dal cosiddetto “Rapporto Rockfeller” sulla Documentazione Ufficiale per la Libertà dell’Informazione, redatto da John D. Marks, assistente speciale del Direttore Dipartimento di Intelligence, su precise richieste del Centro Studi sulla Sicurezza Nazionale e della CIA.
Domanda formale di consultazione dei files del “Rapporto Rockfeller” sono state avanzate da studiosi, psichiatri, giornalisti, per sapere quanto siano veritiere le prove sulle ricerche condotte dalla CIA sul controllo della mente. Sono state concesse circa 2000 pagine classificate come “Top Secret” e “Eyes Only”, da parte del Comitato Relazioni Pubbliche della CIA e non molto tempo dopo alcuni organi di stampa specifica hanno pubblicato le conclusioni sulle quali la Commissione Rockfeller ha basato il famoso dossier. Alcuni passi, e anche interi stralci di documenti, fanno espressamente riferimento a dichiarazioni rilasciate da funzionari di alto grado della CIA, in merito a “fonti di intelligenza e di metodo di indagine che il Direttore della CIA ha la responsabilità di proteggere con il segreto assoluto da intrusioni non autorizzate, conformemente al Paragrafo 102 del National Secutiry Act del 1947”. Alcune dichiarazioni sono state rese pubbliche dopo gli scandali Watergate e Church Committee, e l’allora Direttore della CIA, Richard Helms, ha ordinato che tutti i documenti cartacei e i files a riguardo fossero distrutti.
Nel 1981 il maggiore dell’esercito Michael Aquino e il colonnello Paul Valley elaborano un documento intitolato “Dal PSYOP al Mind-War: la psicologia per la vittoria”. Il documento è stato naturalmente sottoposto a revisione e censura degli organismi militari, in quanto pubblicazione del Collegio Militare dell’Esercito USA, ed è circolato negli ambienti della ricerca e degli studi sulla psicologia militare senza alcun diritto di copyright. Il tenente colonnello John Alexander, nella rivista militare da lui curata, in supporto alle teorie della “psicotronica” (cioè le l’impiego dell’ESP per operazioni di intelligence) è poi oltremodo provocatorio. Le critiche alla ricerca in questo campo, che sarebbero troppo limitate dalla legislazione scientifica vigente, riportano alle teorie del medico italiano Spallanzani del 1794, quando supponeva che il volo cieco notturno del pipistrello fosse basato su qualcosa di simile a ciò che noi oggi chiamiamo Sonar: “se il pipistrello riesce a vedere con le orecchie, è possibile che possa sentire con gli occhi?”. Può avere le caratteristiche di uno scherzo, ma si sospetta che la Marina americana non abbia ironizzato più di tanto su tale principio, ed è possibile che siano stati fatti esperimenti anche in tale senso.
Nel 1960 il Dipartimento della Difesa americano avvia quindi il “progetto Monarca”, nome in codice derivato da una sottosezione di un ufficio operativo della CIA, quindi operazione “MK-Ultra”, la stessa che avrebbe coinvolto Candy Jones. Vi è la curiosità, veritiera o meno, che i cosiddetti “modelli presidenziali”, prestigiosi “prodotti” del “progetto Monarca” per il controllo della mente, sarebbero stati “educati” in speciali fattorie segrete, e riconoscibili a prima vista da un particolare segno distintivo (derivato dal condizionamento subìto): donne che hanno l’abitudine si stare sedute con la schiena completamente rigida ed eretta, mentre le gambe sono delicatamente abbandonate. Pare che siano state adibite al servizio di sovrani, presidenti e dignitari di vari paesi e, non di rado, esplicitamente destinate a prestazioni particolari, sorvegliate e comandate da una sorta di invisibile guinzaglio.
Non sono poche le voci che hanno collocato l’attività di questi “modelli presidenziali” anche fra Casa Bianca e alcuni circuiti in Europa un tempo chiamati “corti”, e usati specie in occasioni che venivano chiamate “cuscino parlante”, cioè vere e proprie spie con una capacità mnemonica sorprendente, ideali per carpire segreti di stato fra le mura di un’alcova. Anche i nazisti avevano escogitato un qualcosa del genere, il celebre “Salon Kitty”, una casa di piacere frequentata da ufficiali e diplomatici, sia tedeschi che stranieri, le cui ragazze erano agenti scelti e addestrati dal servizio segreto delle SS, ma in questo caso oltremodo fiere di servire il Reich di Hitler anche con il proprio corpo, e mai sottoposte a trattamenti psicoattivi.
Molti dubbi, certo, ma anche certezze, come le nuove esistenze delle molte “Miss O” e Candy Jones reintegrate nella società da ospedali psichiatrici dopo una diagnosi e lunghi periodi di cura per disturbi multipli della personalità (MPD, Multiple Personality Disorder).
I settori in cui erano divisi i progetti “Monarca” e “MK-Iultra” avrebbero quindi compreso parti definite in veri modi, con collegamenti sorprendenti. Conformemente ai programmi segreti, la CIA e la FCIA (Foreign Counter Intelligence Agency, branca indipendente e autonoma all’interno dell’FBI) sono state coinvolte con un misterioso gruppo clandestino in Nebraska, conosciuto come “i Cercatori”, pilotato da agenti della CIA e mantenuto segreto per circa sette anni, specie dopo che le leggi locali dello stato sono diventate più severe in materia di rapimento, ricatto, abusi, schiavitù e pedofilia. Nel febbraio 1987, in seguito ad una telefonata anonima, a Tallahassee (Florida), la polizia cattura due uomini dopo un inseguimento. La chiamata aveva parlato di due persone molto ben vestite che parevano interessati a sei ragazzi dall’aspetto trasandato, che abitualmente frequentavano il parco. Gli arrestati sono risultati membri del gruppo dei “Cercatori” e accusati di adescamento e tentato abuso di minore.
A Washington, gli agenti del Dipartimento di Polizia hanno fatto irruzione in un appartamento con annesso magazzino, chiaramente connesso alle attività del gruppo, dove sono state ritrovate prove sulle procedure da seguire per l’adescamento di ragazzi, con una serie di foto pedo-pornografiche.
Le testimonianze di molti sopravvissuti ai trattamenti sul controllo mentale comprendono anche dozzine di affermazioni circa la presenza di voci nella mente. Questo tipo di esperienza è ciò che Martin Cannon definisce “onde” nel libro “The Controllers”. Cannon afferma che si tratta di vittime di esperimenti clandestini con radiazioni non-ionizzate, ovvero microonde. Misteriose registrazioni testimonierebbero alterazioni della personalità, del sonno, presenza di voci e altri suoni intracerebrali, con evidenti conseguenze psicologiche.
Certo, molti possono sostenere che esistono di fatto massicce trasmissioni di microonde nella vita di tutti i giorni (elettrodomestici, telefoni cellulari, gli stessi forni a microonde usatissimi negli USA), per questo il termine “onda” non è da ritenere del tutto esatto. Lo spettro elettromagnetico è molto ampio e bisogna fare una netta distinzione: un conto sono le microonde emesse da elettrodomestici o telefoni, un altro sono veri e propri bombardamenti cerebrali con onde ELF, VLF o SHF, masse di impulsi elettromagnetici e radiazioni la cui frequenza è modulata a piacere, che dal cervello possono essere percepite come voci reali, senza la presenza di diffusori, e fino alla diagnosi di schizofrenia paranoide.
E’ dimostrato poi, che all’interno della CIA si sono tenuti corsi di aggiornamento, indottrinamento e istruzione sugli stessi agenti. Patrick J. McGarvey, veterano con circa 40 anni di esperienza, descrive queste procedure di indottrinamento nel libro “CIA: the Myth and the Madness”: venivano tenute in un ambiente che ricorda da vicino quello dei “Candidati Manciuriani”. Una stanza a forma di caverna, dalle atmosfere che richiamano quelle del XIX secolo in cui si usava tenere fiere ed esibizioni di strane creature. Le procedure consistevano in una mistura di senso comune, demenza, religioni ancestrali, e letture di testi che più bizzarri non potevano essere. Tutto questo per misurare l’attitudine degli agenti più esperti nell’istruire a loro volta le reclute.
La ricerca per arrivare al controllo della mente è stato certamente uno dei segreti più custoditi. Conformemente a tale requisito, pare che la CIA abbia condotto dei test utilizzando materiale umano nelle prigioni federali e negli istituti per la cura delle malattie mentali. Talmente segreti che nessuno si è mai preoccupato per anni di verificare dove andavano a finire i cospicui fondi concessi dal governo per le ricerche. Inizialmente venivano definiti “test di terapia, condizionamento riflesso e modifica comportamentale” (anni ’60-’70), e sono poi diventati il più popolare strumento di indagine della psichiatria da quando Sigmund Freud ha chiesto al suo primo paziente di distendersi sul lettino.
Il progetto MK-Ultra” ha preso il via a causa della psicosi della diffusione del comunismo fra i prigionieri di guerra durante il conflitto in Corea, autorizzato nell’aprile 1953 dall’allora direttore della CIA, Allen Dulles, e si sarebbe sviluppato fino a comprendere esperimenti definiti addirittura inumani.
Revisionando i verbali, a proposito degli esperimenti, cinque anni più tardi un supervisore della CIA scrive: “Le precauzioni devono essere prese non solo per proteggere le operazioni segrete dall’intrusione di elementi nemici, ma anche per celare queste stesse attività all’opinione pubblica americana. Se si venisse a conoscenza delle procedure che l’Agenzia sta attuando in pieno regime di illegalità e contro la morale e l’etica, si potrebbero avere disastrose ripercussioni ai più alti livelli della diplomazia e della politica”. In conseguenza di questa ed altre osservazioni, gran parte dei documenti relativi al progetto “MK-Ultra” sono stati distrutti dalla stessa CIA nel 1972, ma alcune registrazioni di sedute sperimentali sono arrivate al pubblico, fino a determinare un’ampia ondata di proteste ufficiali per atti totalmente contrari allo sviluppo di una comunità democratica. Come disse lo scrittore Mark Zepezauer, “Sono già abbastanza disgustosi anche solo i pochi stralci di cui si è venuti a conoscenza”.
Uno dei più noti esperimenti effettuati dalla CIA nel contesto del piano “MK-Ultra” ha avuto conseguenze in migliaia di persone: la somministrazione di Acido Lisergico, meglio noto come LSD, mediante il quale si voleva clandestinamente disorientare e manipolare la politica estera di alcuni paesi. Probabilmente uno di questi è stato Cuba e il regime di Fidel Castro, i cui discorsi radiofonici e comizi pubblici dovevano provocare astio e contrarietà nei confronti della dittatura del Lider Maximo, a tutti i cubani che lo avrebbero udito, sotto influenza della sostanza allucinogena. E’ poi molto probabile che l’LSD sia stato usato durante gli interrogatori come “elemento che sciogliesse le lingue più legate”.
Un altro scrittore, John Marks, nel libro “The Research for the Manchurian Candidate” afferma che gli stessi ricercatori della CIA hanno fatto largo uso di LSD per condurre gli esperimenti. Un altro scrittore, Evan Thomas, nel volume “The Very Best Man” descrive Sidney Gottlieb, capo della Divisione Chimica della CIA, fra i principali scienziati del progetto “MK-Ultra”, nato con un piede deforme e una forma di balbuzie, diventato un abile ballerino di musica folk e chiamato poi ad un posto di alta responsabilità presso la Cal Tech, grande società di ricerca tecnologica. Un uomo tranquillo, che viveva in una fattoria con la moglie, abituato a bere solo latte di capra e appassionato alla coltivazione di abeti. Quando non era impegnato alla fattoria, Gottlied era occupato nella somministrazione di LSD a soggetti prescelti, per osservare attentamente ogni reazione e identificare le qualità della droga che sarebbero servite agli scopi della CIA. Questi soggetti, inconsci di essere usati come cavie, erano prevalentemente detenuti o criminali arrestati dalla CIA e non dalla polizia, ed avevano luogo in stanze le cui pareti erano dotate di specchi a vista unica, per l’osservazione diretta. Si ha notizia di procedure letteralmente inumane: durante un esperimento condotto in un centro segreto nel Kentucky, sette volontari, informati che avrebbero dovuto ingerire una dose di LSD, sono stati biecamente ingannati ed hanno subito trattamenti a base di allucinogeni per settanta giorni ininterrotti. Questi studi sono stati poi riuniti sotto il nome convenzionale di “Operazione Midnight Climax”. E’ probabile inoltre che alcuni esperimenti si siano conclusi tragicamente; il 19 novembre 1953, Frank Olson, scienziato dell’esercito esperto in guerra batteriologica, lavora al progetto “MK-Ultra”. Causa un involontario incidente lasciando cadere una dose di LSD in una bevanda che avrebbe bevuto. Dopo otto giorno di esperienze allucinogene, che descrive nei particolari, cade in uno stato di profonda depressione e paranoia che lo spinge a buttarsi dalla finestra dell’hotel di New York in cui risiedeva, morendo sul colpo. La CIA fa il possibile per cancellare le tracce di ogni collegamento con Olson e sarebbero trascorsi 22 anni prima che la famiglia potesse conoscere le vere cause della morte.
Quando gli esperimenti della CIA sulle droghe sono diventati di dominio pubblico negli anni Settanta, un’ondata di proteste si rovescia sui responsabili, fino alla formazione di una Commissione Governativa di indagine nel 1975 che giunge alla seguente dichiarazione: “Dal principio, intorno ai primi anni Cinquanta, fino al termine nel 1963, il programma di somministrazione di LSD per arrivare al controllo della volontà di soggetti umani si è risolto in un totale insuccesso, inoltre con la coscienza dei responsabili di aver trasgredito e calpestato i più elementari diritti umani, data la pericolosità degli stessi esperimenti, che hanno messo in gravissimo rischio la vita e le condizioni mentali dei soggetti, complessivamente ignorati in seguito. Inoltre, nonostante apparisse chiaramente evidente la violazione di diverse leggi degli Stati Uniti, gli esperimenti sono continuati e non solo condotti con la somministrazione di LSD; per giungere al controllo della mente, le ricerche della CIA hanno provato la potenzialità di numerosi fenomeni parapsicologici, incluso ipnosi, telepatia, precognizione e la cosiddetta vista remota”. Questi studi non sono stati compiuti solamente per soddisfare, se così si può dire, la curiosità scientifica della CIA, ma per giungere all’uso di armi non convenzionali che dessero agli Stati Uniti un innegabile vantaggio. Sono stati molti i milioni di dollari spesi per provare i più disparati metodi di guerra psicologica e del controllo della mente. Un documento “MK-Ultra” risalente al 1955 offre un’indicazione della serietà con cui sono state interpretate certe intenzioni, e riferisce diversi studi su un vero e proprio assortimento di sostanze alterative che avrebbero potenzialità fino ad allora nemmeno immaginate: fomentare pensieri e impulsività negative per discreditare un pubblico obiettivo; incrementare l’efficienza della percezione mentale; prevenire, sedare, o provocare, effetti da intossicazione alcolica; rivelare i sintomi e riconoscere i disturbi in modo reversibile per rivelare chi, fra i militari, marca visita pur non essendo ammalato; facilitare l’identificazione di una persona sotto ipnosi per poterla utilizzare a proprio vantaggio; rafforzare la possibilità di resistere a privazioni, torture e coercizioni varie durante un interrogatorio o un “lavaggio del cervello”; produrre amnesia per avere campo libero nella mente di un individuo; produrre shock e confusione oltre i normali periodi tollerati dal fisico umano; produrre effetti fisici disabilitanti come paralisi alle gambe, anemia acuta, ecc; produrre euforia senza gli effetti del calo conseguente alla cessazione degli effetti; alterazione delle strutture della personalità tanto da creare una dipendenza del soggetto dalla persona fittizia creata dalla mente; confusione mentale per condurre un individuo all’incapacità di parlare con frasi di senso compiuto o risposte coerenti alle domande; abbassamento di capacità ed efficienza lavorativa; debolezza e distorsione della capacità visiva e uditiva senza effetti permanenti.
Alcuni obiettivi del progetto “MK-Ultra” sembra siano stati realizzati, tuttavia gli scienziati della CIA non sono riusciti ad aprire quelle che si definiscono le porte della percezione.
La modifica del comportamento basata sul condizionamento: in pratica si cerca di ottenere una determinata reazione (detta “responso”) da un individuo, a seguito di un’azione non dipendente dalla sua volontà (“stimolo”). La vicenda ricorda lo scienziato sovietico Pavlov, che vinse il Premio Nobel nel 1927 per la scoperta di un metodo con cui poteva provocare l’aumento della salivazione in un cane, quando l’animale percepiva il suono di un campanello. Certo, non è stato per questo che Pavlov è stato onorato con il più prestigioso premio del mondo, bensì per aver trovato la chiave dello “stimolo” che poteva provocare tali fenomeni, ovvero “condizionamento” e “riflesso”, elementi che hanno aperto la via alla scienza sulla modifica comportamentale e agli esperimenti sul controllo della mente umana.
Gli esperimenti condotti dalla CIA avevano inoltre l’obiettivo dell’arruolamento di individui da utilizzare come killer, in base alla predisposizione alla violenza o alla scarsa considerazione della vita umana. Persone comunque dotate di carattere equilibrato e non dei semplici maniaci omicidi, in quanto dotati di pulsioni poco controllabili; individui che non dovevano uccidere per impulso spontaneo, ma solo sotto un ben preciso comando. Una volta identificato, il candidato era destinato ad un periodo di addestramento militare per raggiungere la “prontezza combattiva”, quindi tornava a completare il condizionamento. L’obiettivo era di tenerlo pronto a eventuali impieghi, nei ranghi del Servizio Informazioni del Ministero degli Esteri, per l’eliminazione di leaders politici in paesi stranieri, oppure la ricerca di informazioni, o ancora missioni segrete di sabotaggio in aperta violazione alle leggi internazionali, o anche come personale di sorveglianza nei reparti speciali di marines di guardia alle ambasciate americane nelle zone critiche del mondo (Corea, URSS, comunque paesi comunisti).
Nel luglio 1975 il quotidiano londinese Sunday Times riporta la vicenda di uno psicologo della Marina americana, il quale ammette che il Dipartimento Informazioni Navali ha preso in consegna, da prigioni militari, alcuni uomini riconosciuti colpevoli di omicidi, quindi li avrebbe sottoposti a condizionamento, utilizzati come sicari per assassini politici, poi assegnati ad ambasciate americane in diverse parti del mondo. Tali rivelazioni sono state rese pubbliche dopo che la Commissione del Senato USA sulle attività di intelligence ha ufficialmente ammonito la CIA per aver progettato una serie di assassini politici nel mondo, fra cui quello di Fidel Castro.
Il 3 marzo 1967, Luis Angel Castillo di 24 anni, è arrestato dall’NBI, il Servizio Investigativo Nazionale delle Filippine, come sospetto nella cospirazione che aveva portato all’assassinio del presidente Ferdinando Marcos a Manila. Durante gli interrogatori a cui è sottoposto, l’NBI e la Sezione Investigativa dell’esercito filippino lo sottopongono ad iniezioni di siero della verità e a sedute di ipnosi. In una di queste sedute, Castillo rivela di avere aderito alla congiura da circa quattro anni, e inoltre di essere stato programmato per uccidere un uomo che avrebbe dovuto percorrere una determinata strada in una macchina scoperta. Castillo non conosceva l’identità del suo bersaglio, ma dagli elementi raccolti e dalle deduzioni degli investigatori, si suppone che il suo intervento si sarebbe svolto a Dallas, in Texas, il 22 novembre 1963.
Dai documenti, è evidente che l’operazione “MK-Ultra” era in pieno svolgimento, così come lo era nel decennio in cui tre “assassini solitari” hanno cambiato la storia, uccidendo John F. Kennedy, suo fratello Bob e Martin Luther King, a quanto pare senza motivazioni politiche.
Questi tre personaggi, Lee Harvey Oswald, Shiran Shiran e James Earl Ray, hanno inavvertitamente, ingenuamente (e stranamente) lasciato tracce addirittura scritte come diari, fogli vari, libri con alcune pagine sottolineate, e altre prove schiaccianti per la loro colpevolezza. Prove che tuttavia sono frammentarie, convenientemente incomplete, e si prestano a più interpretazioni.
E’ ormai una verità quasi del tutto accettata che l’assassinio di John Kennedy sia stato il culmine di una cospirazione fra servizi segreti deviati. Durante le sedute del Congresso, Richard Helms fu anche citato per vilipendio della Corte, e dichiarò che l’FBI e la CIA non hanno cooperato in alcun modo con la celebre Commissione Warren, tantomeno con il complotto, e l’assassinio di John Kennedy e Luther King restò per molti anni un mistero irrisolto per l’opinione pubblica internazionale. Le inchieste sono state molte, i film sull’argomento altrettanti, ma esistono diverse coincidenze fra i tre episodi: morte per arma da fuoco, attentato in un posto pubblico e con molti testimoni. Tutti e tre gli assassini sono persone la cui storia personale è interpretabile in molti modi, ma indica comunque instabilità mentale e caratteristiche che suggeriscono qualcosa come un “controllo a distanza”. Anche l’episodio collegato di Jack Ruby, il 7 giugno 1964, ha le stesse caratteristiche, quando uccide lo stesso Lee Oswald. Ruby è interrogato nel prigione di Dallas dal capo della Commissione, Earl Warren, e dal futuro presidente Gerald Ford, e continua a chiedere di essere sottoposto alla prova del sodium-pentothal o alla macchina della verità, disperatamente ansioso di provare la sua onestà assoluta, parla in modo confuso su alcune misteriose persone, dei trattamenti, del fatto che lui sentiva nella propria mente una verità ma era come se fosse costretto a dirne un’altra.
Il 4 aprile 1968, Martin Luther King rimane vittima di un colpo d’arma da fuoco mentre si trova sul terrazzo della propria stanza, al secondo piano del Lorraine Motel di Memphis, nel Tennessee. Una buona metà dei seimila agenti in forza all’FBI è assegnata al caso per catturare il killer, ben sapendo di avere partita facile. Sono rinvenute numerose prove su un terrazzo al secondo piano di un grande caseggiato a poche decine di metri di fronte al Lorraine Motel, impronte digitali sul vetro della finestra del bagno annessa alla stanza da dove il killer ha sparato, affittata a nome di un certo Eric S. Galt. Sul marciapiede di fronte alla casa è rinvenuto un fucile di precisione con mirino telescopico. Alcuni testimoni affermano di avere visto una Mustang bianca allontanarsi a gran velocità poco dopo gli spari.
Le circostanze della morte di Bob Kennedy sono altrettanto conosciute. Il 5 giugno 1968, poco dopo mezzogiorno, il senatore Kennedy è ucciso all’Hotel Ambassador di Los Angeles. L’agente Karl Ueker strappa l’arma, una calibro 22 ancora fumante, dalle mani di Shiran Beshara Shiran che si definisce rifugiato politico palestinese. Immediatamente è messo sotto una massiccia sorveglianza, per evitare ciò che era successo a Oswald a Dallas, furono subito registrati dei videotapes di ogni interrogatorio e la cella era costantemente sorvegliata da telecamere a circuito chiuso.
Alle domande Shiran rimane in assoluto silenzio per diverso tempo. Le perquisizioni in casa sua fruttano un taccuino con moltissime note scritte da lui personalmente. Un altro è ritrovato in un cassetto della scrivania, alcuni appunti sulla letteratura occulta, un libro sulla capacità di proiezione mentale, e alcuni frammenti in cui si legge “RFK è un reazionario e deve essere messo a tacere come suo fratello prima di lui”. Altre prove sottolineano la premeditazione, come un foglio dove è scritto “18 maggio 1968, ore 9.45: la mia determinazione ad eliminare RFK sta diventando una incontrollabile ossessione, RFK deve morire, Robert Fitzgerald Kennedy deve essere ucciso prima del prossimo 5 giugno…deve essere ucciso…Non ho mai provato più piacere nell’eseguire un ordine…”
Mentre il sindaco di Los Angeles, Sam Yorty, parlando con la stampa, definiva erroneamente Shiran come “un deviato, un comunista come ce ne sono anche nei Rosacroce”, i vicini di casa ne parlano come un uomo estremamente religioso, un ragazzo apparentemente normale che andava spesso in bicicletta, anche cortese, per nulla collerico o scontroso.
Quando il procuratore Irwin Garfinkel, pubblico difensore, chiede a Shiran di parlare dell’attentato, questi risponde “Non ricordo molto chiaramente l’episodio, Sir…forse dovrei?…Si, ricordo di aver detto di essere stato io…Ero all’Ambassador…Ho bevuto qualche aperitivo,,,Ero stordito, poi sono salito in macchina e sono andato a casa, ma ero troppo ubriaco per guidare…Ho deciso di prendere del caffè…poi ricordo solo qualcuno che voleva soffocarmi e un altro che mi legava le ginocchia…”.
George Plimpton, editore di Paris Review, era fra il pubblico all’hotel Ambassador, fra quelli che si è gettato addosso a Shiran dopo gli spari. In un’intervista a Nesweek rivela di aver notato che Shiran aveva un’espressione tipica dello stato di trance mentre faceva fuoco, era rigidamente composto, ma con gli occhi spaventosamente fissi sul suo bersaglio, come drogato.
Le tecniche utilizzate sono d’altra parte note. Già nel 1298, Marco Polo, di ritorno dall’Oriente, riferisce di gli assassini caratterizzati da una tecnica estremamente pulita e rapida. Descrive la visita fatta alla fortezza della valle di Alamut, in Persia, quartier generale di un gruppo conosciuto come Hashishin, da cui sarebbe derivata la parola “assassino”. Qui, Allahudin, il vecchio della montagna, abilissimo nell’arte di irretire con sotterfugi psicologici dei semplici popolani, per far compiere loro dei delitti su commissione.
Nel 1967, lo scrittore Lincoln Lawrence pubblica un libro, la cui questione finale è la domanda: è possibile che Lee Haarwey Oswald sia stato programmato con la tecnica nota come RHIC-EDOM, cioè Radio Hypnotic Intra-Cerebral Control-Electronic Dissolution of Memory. Lawrence ipotizza che Oswald abbia subìto un trattamento di condizionamento e preparato durante la sua discussa fuga a Minsk, in Unione Sovietica, come un “dormiente”, quindi fatto rientrare e spinto ad agire su impulso.
E’ il motivo di fondo del “Candidato della Manciuria”, con un’eccezione: Lawrence insiste sul fatto che non sono stati certo i russi a elaborare il piano di controllo mentale di Oswald, ma una sorta di complotto internazionale il cui vertice era formato da multinazionali della fabbricazione e traffico d’armi, circoli deviati di militari e branche dei servizi segreti, per cui l’assassinio di un presidente scomodo come Kennedy, e dei suoi collaboratori, avrebbe fruttato libertà d’azione e milioni di dollari.
Stando alle dichiarazioni di Walter H. Bowart in “Operation Mind Control”, ancora nel 1978 gli esperimenti clandestini non erano cessati, ma adattati alle nuove necessità ed evoluti nei metodi, per evitare che nuovi testimoni i cui ricordi sono riaffiorati alla mente, possano rivelare materiale sconveniente. Ciò è anche testimoniato dal fatto che dall’utilizzo di LSD e sostanze psicotrope si sia passati alle microonde ELF, al condizionamento, ai segnali modulati in frequenze adattate a vari tipi di personalità. L’ipnosi, per esempio, come già riferito a proposito di Marco Polo, è in uso da secoli da parte di sciamani e fachiri.
John Marks e Morse Allen scrivono, nel 1954, di una misteriosa operazione “Artichoke” che avrebbe compreso un assassinio programmato. I documenti della CIA confermano esperimenti sull’ipnosi compiuti nel 1959,ed è d’altra parte noto che il servizio segreto della marina americana aveva compiuto esperimenti del genere già nel 1940. Altri documenti annotano la traduzione di una ricerca sovietica titolata “Reazioni manifeste e non percepibili nel processo mentale di ipnosi profonda”, che avrebbe avuto successo e avrebbe reso possibile anche il controllo dei sogni, della percezione dei colori, o l’induzione di un particolare stato d’animo al risveglio.
Uno dei protagonisti del progetto pare sia stato John Alexander, tecnico della Psytech, società che gestisce lo sviluppo delle tecniche militari di difesa a distanza (RVS o Remote Viewing Skills) e i contatti con le aziende private, nonché addetto del Laboratorio Nazionale per gli Studi sulla Difesa Non-letale di Los Alamos, nel New Mexico. Nel libro “The Warrior’s Edge” Alexander ammette di aver lavorato agli esperimenti sull’ipnosi e sulle tecniche di programmazione del linguaggio neuronico del cervello, e sulla microbiologia, cinetica, acustica, ingegneria elettronicae addirittura studi sull’antimateria, per la difesa non-letale. In conclusione, dice Alexander, se si volesse, è possibile fermare le macchine di guerra, ma si finirebbe per creare maggiori scompensi”. A tale proposito, nel 1990 lo psichiatra Louis Jolyon, della California University scrive nel libro “Aspetti del Culto in Psichiatria” che tutto si basava su un favorevole substrato di religioni, miti, cerimonie, forme di deviazione socio-culturale.
Nel 1993 fa scalpore un atto ufficiale nel corso delle indagini sul suicidio di massa di Waco, in Texas, il 19 aprile dello stesso anno. In una lettera formale del Procuratore Paul Wilcher al Procuratore Generale Janet Reno, si legge. “In data 21 maggio 1993 si annota il numero telefonico di Janet Reno; il nome di Carl Stern direttore del Dipartimento Comunicazioni del ministero della Giustizia; della segretaria Melissa Muller; di Richard Scruggs, Assistente Procuratore, e di James Kramarsic, agente speciale CIA.
Con terminologia forense si annunciano vitali informazioni sui fatto accaduti a Waco il 19 aprile 1993, per cui la morte di 86 fra uomini donne e bambini risulterebbe un evidente omicidio e non un suicidio di massa, inquadrato in un panorama ben più complicato, vista la presenza di “agenti dormienti” della CIA nella comunità di Waco, fra l’altro uno dei centri sperimentali della stessa Agenzia, come altri a Slt Lake City, Logan e Provo nello Utah, San Francisco, Boise nell’Idaho. In linea con tale teoria, Waco potrebbe essere stato un tragico esperimento per il controllo della mente? C’è chi ipotizza che anche Mark David Chapman sia stato un killer programmato per l’assassinio di John Lennon, troppo popolare e troppo politicamente e socialmente influente.
Sempre Walter Bowart parla di Harlan E. Girard, uno dei più ricercati tecnici in quella che ormai era diventata la scienza del controllo della mente, il quale afferma di essere stato lui stesso, per anni, un potenziale bersaglio.
Nel documento “Offensive Microwaves Weapons” lo stesso Girard afferma che la CIA ha favorito lo sviluppo di tecniche offensive per il controllo politico sia interno che estero degli Stati Uniti, indipendentemente da chi vi sia alla Casa Bianca, che si tratti di un Bush, un Clinton o chiunque altro.
SCHEDA
I DOCUMENTI MK-ULTRA ALLA COMMISSIONE DI INDAGINE GOVERNATIVA
(PAGINE ORIGINALI CON TRASCRIZIONE – VEDI DISK)
