FRANCOBOLLI DI SPIONAGGIO
FRANCOBOLLI DI SPIONAGGIO La guerra segreta si combatte anche sul fronte dei valori postali. Di Roberto Roggero Fra i molti aspetti dello spionaggio e della guerra nell’ombra, oltre alle operazioni di commandos e squadre di sabotatori o agenti infiltrati, i paesi belligeranti si combattono anche con la stampa di valori postali appositamente falsificati per alimentare i contrasti e le rivalità interne.I cosiddetti “francobolli di spionaggio” sono infatti stampati da un paese e riproducono valori regolarmente emessi e circolanti in un altro. Il loro impiego è relativo a operazioni segrete, propagandistiche, oppure per comunicare un determinato messaggio, o ancora per identificare la fonte delle lettere. In pratica, la filatelia usata come mezzo di guerra psicologica.In particolare, gli alleati fanno largo uso di francobolli contraffatti: i servizi segreti americani, cioè l’OSS, stampano clandestinamente a Roma un francobollo che riproduce il teschio di Hitler. L’Inghilterra stampa un falso con l’effige del capo delle SS Himmler indicandolo come presidente della nazione germanica con l’obiettivo di scatenare una rivalità intestina con Hitler. Anche la Germania, a sua volta, stampa francobolli, nel 1944, destinati alla Gran Bretagna, con l’effige di Stalin al posto del re Giorgio VI, accompagnata da slogan di chiaro significato.L’idea non è una novità del secondo conflitto mondiale. Già durante la guerra del 1914-’18, erano in circolazione i francobolli di spionaggio, che costituiscono un vero e proprio tesoro per il collezionisti. Senza contare il fatto che tale mercato alimenta a sua volta il mercato dei falsi, come il celebre “Karissimbi”, che gli storici hanno accertato essere un’abile imitazione della serie tedesca dell’epoca, ma con dimensioni maggiori e soprattutto con una sovrastampa mai esistita.Tornando alla seconda guerra mondiale, i francobolli contraffatti sono molto usati dalla Resistenza francese per assicurare l’identità della corrispondenza segreta. Com’è noto, lo spionaggio in Francia durante l’occupazione tedesca era molto attivo da entrambe le parti in gioco, con l’aggiunta della peculiarità dell’esistenza della Zona Libera di Vichy fino al 1942. Dato il grande rischio rappresentato dal collaborazionismo, per chi militava nella Resistenza era sempre molto difficile sapere se chi si definiva “amico” era sincero oppure in realtà praticava il doppio gioco, spalleggiato dalla capillare e potente organizzazione del controspionaggio nazista, l’SD o la Gestapo, oppure dalla tristemente celebre Gestapo francese, i cui agenti erano più pericolosi dei tedeschi e, naturalmente, ben più odiati dai patrioti.Il pericolo per le formazioni della Resistenza, era inoltre rappresentato dalla presenza degli agenti segreti alleati, in particolare i britannici dell’SOE, di solito più ingenui di fronte ad un messaggio che magari segnalava di trovarsi in un punto prestabilito per far saltare un ponte, dove ad attendere lo sfortunato vi era poi un plotone di SS. Non pochi sono stati catturati in questo modo.Quando il numero degli agenti arrestati diventa insostenibile, a Londra si decide di adottare misure drastiche e fra le molte proposte, quella di adottare particolari francobolli postali per le comunicazioni, a modello di quelli che già l’Inghilterra aveva stampato nella prima guerra mondiale per fare circolare in Germania materiale di propaganda anti-tedesca utilizzando appositamente francobolli contraffatti in quanto qualsiasi grosso acquisto da un ufficio postale tedesco avrebbe fatto sorgere dei sospetti.Se aveva funzionato una volta, poteva funzionare anche la seconda, con i valori postali francesi stampati dall’Atélier de Faux “Défense de la France” su disposizione del generale Koening, capo del FFI (Forces Francaises de l’Intérieur,la Resistenza organizzata), e in tal modo le comunicazioni fra i “Maquis” e gli agenti alleati sarebbero state sicure. Il servizio postale francese avrebbe recapitato le lettere in mezzo a numerose altre, e proprio sotto il naso dei tedeschi.Ogni esemplare avrebbe avuto differenze quasi impercettibili rispetto all’originale, mentre se il valore postale era autentico, poteva essere un chiaro segno indicante una trappola tesa dai tedeschi. Poche persone, in Inghilterra, erano informate sui particolari di questa operazione: i pacchi di francobolli erano paracadutati con armi e rifornimenti, che i partigiani francesi dovevano raccogliere in zone prestabilite.E’ uno dei segreti meglio custoditi dell’intero conflitto, che i servizi di controspionaggio nazisti non riescono a penetrare, nonostante il massimo sforzo nel tentativo di spiegare perché le trappole messe a punto con tanta perizia non producevano, da un certo momento in avanti, i risultati che avevano sempre portato. Inoltre, non riescono a venire a capo del mistero sulle comunicazioni interne fra le numerose formazioni partigiane. L’SD aveva certo cura nell’intercettare la posta delle persone sospettate di appartenere alla Resistenza, ma molte di queste riescono a sfuggire alla Gestapo proprio grazie alle comunicazioni organizzate con i francobolli contraffatti stampati in Inghilterra stampati per conto del servizio segreto dalla tipografia “Waterlow & Son”.Oggi gli esemplari usati di tali francobolli sono estremamente rari e ricercati dai collezionisti, poiché i partigiani naturalmente avevano buona cura di distruggere, bruciandole, le buste e le lettere. Sorprende comunque, come le acute menti dello spionaggio nazista non siano giunte alla scoperta del mistero, ma i paradossi storici non sono pochi. Quello dei francobolli è uno dei tanti. Fra i più sorprendenti il mistero del dove e quando gli alleati sarebbero sbarcati in Francia: se il Passo di Calais era il punto dove i tedeschi davano per certo lo sbarco, era ovvio che gli alleato scegliessero un altro obiettivo.Alcuni esempi di francobolli contraffatti sono i 50 centesimi dove l’occhio del maresciallo Pètain nell’originale è stampato senza palpebra, mentre in quello falsificato è stampato con una sottile linea bianca.Allo stesso modo, il francobollo rosso-rosa da 1 franco che nella versione originale riporta il nome dell’artista Le Magny con i caratteri di uguale dimensione mentre nella “versione spionaggio” ha le lettere “M” e “y” leggermente più piccole.Al termine della guerra rimangono notevoli scorte che dovevano essere distrutte ma non lo furono, e sono oggi materiale pregiato per i collezionisti.Non solo in Francia, ma anche nell’Olanda occupata circolano i francobolli contraffatti in Inghilterra, specialmente della serie originale stampata nel 1935 del valore di 1,50 centesimi “modello Gabbiano”, rimessi in circolazione dopo l’occupazione tedesca del 1940. Il falso britannico ha la dentellatura appena diversa e manca la filigrana. Alcuni storici sono dell’opinione che la produzione del
